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RIVAROSSI 1782 - 1:80 - Locomotiva diesel elettrica D 341 2002 Breda FS

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Le locomotive D.341 sono il primo frutto dello sforzo di modernizzazione che le Ferrovie dello Stato intrapresero per il rilancio delle ferrovie nel secondo dopoguerra; furono concepite infatti per sostituire le locomotive a vapore alla trazione sia dei treni merci che dei treni viaggiatori. Il loro peso assiale venne scelto...

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Le locomotive D.341 sono il primo frutto dello sforzo di modernizzazione che le Ferrovie dello Stato intrapresero per il rilancio delle ferrovie nel secondo dopoguerra; furono concepite infatti per sostituire le locomotive a vapore alla trazione sia dei treni merci che dei treni viaggiatori. Il loro peso assiale venne scelto allo scopo di renderne possibile la circolazione su qualunque tipo di armamento e per disporre di un rotabile moderno anche sulle linee non elettrificate. Il progetto si concretizzò a metà degli anni cinquanta coinvolgendo per la prima volta l'industria ferroviaria (fino ad allora era l'Ufficio Studi Materiale e Trazione di Firenze a curare i progetti) e ne venne commissionata la costruzione alle due maggiori industrie private nazionali, la Fiat e la Breda. Il progetto della locomotiva venne pensato in maniera che fosse multiruolo, di costruzione robusta in modo da affrontare senza problemi l'allora dissestata rete secondaria e allo stesso tempo economica e di facile manutenzione. Non volendosi avventurare in consistenti ordinazioni di serie, le FS decisero di assegnare, sotto la loro supervisione, il coordinamento del progetto delle locomotive Diesel-elettriche alla FIAT Materfer ed emisero un ordine preliminare di venti locomotive D.341 con l'intento di provare, oltre al motore FIAT, alcuni altri tipi costruiti su licenza o importati[1]. La prima ordinazione fu dunque articolata su una preserie di venti unità comprendente: sedici locomotive (D.341.1001-1016) con motore FIAT Grandi Motori 2312SF, assegnate a FIAT, OM, TIBB, Reggiane e OCREN; due locomotive (D.341.2001-2012) con motore Breda-Paxman 12YLXL, assegnate alla Breda; una locomotiva (D.341.4001) con motore Maybach MB865, assegnata all'Ansaldo; una locomotiva (D.341.5001) con motore MAN V6V22/30, assegnata alle Reggiane; con le stesse parti meccaniche ed equipaggiamento elettrico unificato Marelli-CGE-TIBB, salvo per la versione Ansaldo che aveva in comune soltanto i motori di trazione[1]. Le D.341 si dimostrarono adeguate ai servizi attesi determinando l'ordine da parte FS di una seconda serie di complessive 85 unità, con motori FIAT Grandi Motori 2312SF (D.341-1017-1068) e Breda Paxman 12YLXL (D.341.2003-2035), il cui progetto, sostanzialmente identico a quello della prima serie, fu migliorato nella sospensione primaria dei carrelli, nel comando degli ausiliari e nella forma della testata[2]. Caratterizzata da un'estetica generale differente, tale seconda serie vide aggiungere le D.341.1017-1068 al gruppo di quelle con motorizzazione Fiat e le D.341.2003-2035 al gruppo di quelle Breda. Nel 1991 le D.341 del deposito locomotive di Taranto furono le ultime a essere ritirate dal servizio sulla rete FS. Fonte Wikipedia
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